WET FLOOR – ‘La Città Era Piena Di Rumore’ il nuovo album il 10 aprile. Release Show sabato 11 aprile al Circolo Ohibò di Milano

WET FLOOR – ‘La Città Era Piena Di Rumore’ il nuovo album il 10 aprile. Release Show sabato 11 aprile al Circolo Ohibò di Milano

LA CITTÀ ERA PIENA DI RUMORE è il nuovo album autoprodotto della rock garage band WET FLOOR, che uscirà il prossimo venerdì 10 aprile e verrà presentato il giorno successivo, sabato 11 aprile al Circolo Ohibò di Milano. Tutte le info qui http://bit.ly/WetFloorReleaseShow

Terzo full-length per la band meneghina, che arriva dopo un accurato periodo di gestazione di diversi anni, che ha dilatato la voglia di far sentire la propria voce da parte del quartetto. Dieci tracce per un album intenso, un viaggio tra rock e romanticismo, che racconta il “rumore” di una società sempre più sommersa da stimoli e informazioni in contrasto tra loro, in cui ci si sente vivi o all’esatto opposto, completamente persi.

Ci presenta uno sguardo all’oggi, partendo dal basso, senza avere la presunzione di avere in pugno la verità assoluta, ma raccontando le impressioni e le sensazioni che si provano.

Prendendo spunto da “Luì e l’arte di andare nel bosco” di Guido Quarzo, il disco snocciola sensazioni differenti, anche in antitesi tra loro, creando appunto quel “rumore”, inteso come confusione e senso di smarrimento, ma anche come voglia di rivalsa e di assidua ricerca di una soluzione che parta, in primo luogo, proprio da noi stessi. Ed è la Musica che qui sprona a dare il meglio.

Il sound del nuovo lavoro è un intrigante mix di alternative, garage, punk, con elementi indie, impreziosito da ritornelli catchy e dirette ballate rock. La formazione si è stilisticamente evoluta ed è maturata nel tempo, grazie anche all’ingresso di due nuovi elementi: Stefano Crippa alla chitarra (Greedy Mystress, Last Illusion) e Fabio Donghi (Last Illusion, Up on the Apple).

 


LA CITTÀ ERA PIENA DI RUMORE
è stato registrato, mixato e masterizzato da Carlo Altobelli presso Toxic Basement Studio di Carate Brianza (MB).

Tracklist:
Intro

Icaro

Solstizio

Congiunzione astrale

L’ultima sigaretta

Tokyo

La città era piena di rumore

Rock Therapy

Lettere di Natale

Dono di natura

 

 

 

I WET FLOOR sono Andrea “Staglia” Staglianò voce e chitarra, Luca “Luke” Erba basso e cori, Stefano “Nino” Crippa chitarra e Fabio Donghi alla batteria.

 

www.facebook.com/WetFloorGarage
www.instagram.com/wetfloor.garageband

 

 

 

 

BIOGRAFIA

I Wet Floor sono una band garage-rock nata nel 2005.

Dopo svariati concerti nell’ hinterland milanese e due EP, nel 2011 la band presenta il primo album autoprodotto “L’effetto del Curaro”.

Il disco porta la formazione sul palco dei più importanti palchi milanesi tra cui Magnolia e  Carroponte, fino alla partecipazione al MEI Supersound di Faenza (RA).

Nel settembre 2014 esce il secondo lavoro ufficiale, “Profezia in 12 Pezzi”, registrato al Crono Sound Factory di Vimodrone con Simone Sproccati. Il provocatorio album racconta di come media, religione, politica siano soliti a creare degli idoli, far credere che qualcuno meglio di noi sappia guidarci, sappia agire nel modo giusto e anche dirci come fare. La “profezia” dei WET FLOOR è in antitesi con questo concetto: il ruolo della Musica è quello di spronare a dare il meglio, non di imporsi e diventare un nuovo idolo da seguire, ma di essere un incentivo a diventare quindi “profeti di sé stessi”.

All’uscita dell’album segue un fitto calendario live, che porta la band a suonare su molti palchi della Lombardia (Bloom, Carroponte, Circolo Ohibò, tra gli altri), e in apertura di alcune importanti band (Gazebo Penguins, Giorgio Canali, Voina, Giorgio Ciccarelli, Canova, ecc), senza tralasciare anche qualche concerto fuori regione.

A metà del 2018 viene presentata una nuova formazione, che vede l’ingresso di Stefano Crippa alla chitarra e Fabio Donghi alla batteria, con la quale iniziano a lavorare al nuovo album.

Il 10 aprile 2020 uscirà il nuovo lavoro, “La città era piena di rumore”, registrato al Toxic Basement Studio da Carlo Altobelli.